Visto e considerato il numero di figli per donna in Italia, stimato intorno al 1,34 (fonte: Eurostat), contro un media europea di 1,51 e punte di 1,98 (Francia), 1,93 (Irlanda), 1,85 (Svezia) si pone il problema del ricambio dei lavoratori per le prossime generazioni. Ci troveremo in futuro, infatti, ad avere troppi pensionati e troppi pochi lavoratori che pagano i contributi e che dovranno sostenere le loro pensioni con la quasi certezza che loro, i giovani futuri pensionati, la pensione non la vedranno mai.
Per dare un esempio dell’ordine di grandezza delle cifre, si riporta un estratto dello studio della Fondazione Nordest del 2007:
Per continuare a “tirare”, l’economia del Nordest avrà bisogno di 36 mila immigrati l’anno per il prossimo ventennio. Solo così potrà infatti mantenere inalterata la popolazione in età lavorativa a fronte del numero di nuovi pensionati [...] da qui al 2025 stima in 720mila il numero complessivo di nuovi immigrati.”Il deficit [di lavoratori in età attiva n.d.r. ], dato dal fabbisogno di nuovi pensionati, e’ pari per il Nord Est a 36%.
Nell’area le punte saranno del 51% a Trieste e sopra al 40% per Friuli Venezia Giulia, Belluno, Venezia, Rovigo. Per l’Italia la percentuale è comunque intorno ad 1/3.
Per quanto riguarda l’estero:
Tra i paesi ricchi ve ne sono 4 con deficit superiori a 25% (Italia, Spagna, Germania e Giappone), altri con deficit molto ridotti, inferiori al 10% (Svezia, Francia, Regno Unito, Australia, Corea del Sud), altri in posizione intermedia.
ed è da sottolineare che, oltre i dati di natalità per Svezia e Francia riportati sopra, c’è un dato riguardante numero di figli per donna basso e comparabile con quello dell’Italia in Spagna (1,36) e Germania (1,34).
Lo studio riporta la seguente conclusione:
“C’è, quindi, da attendersi che i flussi di immigrati seguiranno i ritmi degli ultimi 10 anni: 250mila ingressi annui in Italia e 35mila nel Nordest – conclude Marini [direttore della Fondazione - ndr] -. Pertanto l’Italia e il Nord Est sono destinati a divenire sempre più società multiculturali”.
Fonti: Stranieriinitalia.it - Link Diretto Eurostat – Link al sito
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/Walter
