Cittadini veri e “virtuali”

30 07 2008

Il nostro soggetto in questione è un barbiere di Quarto, zona residenziale di Genova, una moglie, due figli. Beh? niente di strano… ok, è immigrato…ancora niente di strano… se non fosse che dovrebbe essere un cittadino italiano da 14 anni, nonostante sia tutto in regola.

GENOVA – Ayesh è due persone diverse a seconda di quale autorità lo giudichi. La città di Genova lo ha insignito del titolo di cittadino onorario per meriti di lavoro nel 2001. Lo Stato italiano si rifiuta di concedergli la cittadinanza, nonostante ormai ne abbia pieno diritto: vive in Italia regolarmente da ventiquattro anni e da sedici è sposato con una donna italiana, da cui ha avuto due figli.

Ma allora perchè non può diventare cittadino italiano?

La ragione è che viene ritenuto un “pericolo per la Repubblica”. Le carte lo definiscono un “sospetto simpatizzante del Fronte di liberazione popolare palestinese (Fplp)”. Un’accusa che oltre a essere piuttosto debole non è mai stata provata in sedici anni di ricorsi e soprattutto che nessuno si è mai degnato di motivare.

E purtroppo non è il solo:

l suo non è un caso isolato. Nella sua condizione ci sono quasi tutti gli immigrati dalla Terra Santa negli anni ‘80, quando essere palestinese significava essere schedato in maniera preventiva.

Ed ironia della sorte, lo stato rinnega i principi di innocenza fino a prova contraria propri della nostra Costituzione:

A parte che “essere simpatizzante” assomiglia a un reato di opinione – si sfoga lui – Ma non mi hanno mai mostrato uno straccio di prova. Sono stato quasi tentato di autodenunciarmi, paradossalmente potrebbe essere l’unico modo per provare la mia innocenza”. Resta un mistero anche il perché lo Stato italiano si terrebbe sul suo territorio un “pericolo” per 25 anni.

E lo Stato ha perseverato nell’errore, spesso con metodi di dubbia moralità:

“Mi hanno rubato la vita, ora voglio una spiegazione, almeno delle scuse – dice – voi non capite cosa significa vivere come uno straniero, con la Digos che ogni tanto ti entra in casa”. L’ultima volta nel 2001, poco prima del G8. Non hanno trovato nulla, come le altre volte. “Non ti dico lo shock per la bambina”.

Situazioni a cui nel tempo si è abituato. Nel 1989 due poliziotti lo perquisiscono mentre riaccompagna la fidanzatina italiana. Uno impugna una mitraglietta, lei si spaventa e lo lascia. Più di recente una macchina rimane per giorni posteggiata fuori dal negozio. Dopo poco uno “strano” furto: i ladri rubano un vecchio pc, lasciano 60mila euro di prodotti e si portano via due shampoo e due balsami.

Ovviamente questo comportamento non può essere dettato altro che dall’ignoranza e dalla superficialità:

Accusati in maniera così grossolana, che alcuni sono stati definiti allo stesso tempo “simpatizzanti” del Fplp e Hezbollah, due fazioni contrapposte.

Senza parole…

Fonte: La Repubblica – Link Diretto

Sapevatelo!®

/Walter


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Una risposta

30 07 2008
carlo

Mostruoso…siamo un paese di merda, guidato da persone di merda, con sudditi che nemmeno pensano…

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