Dedicato ai nostri colleghi…

18 06 2008

Questo post è forse un pò Out of Topic ma i nostri colleghi blogger se lo meritano per il loro impegno ed il loro coraggio:

Finire in manette per aver organizzato una protesta sociale o per aver violato abitudini culturali tramite un blog. Oppure esseri sbattuti in prigione in quanto rei di aver denunciato sul proprio diario online violazioni dei diritti umani. O ancora perché su un blog si è osato commentare le politiche pubbliche

Alcuni dati:

Gli arresti dei blogger dal 2003 sono stati 64, sono triplicati rispetto al 2006 e la metà si riferisce solo al 2007. Un terzo degli arresti riguarda la Cina, l’Egitto e l’Iran, ma nella black list delle nazioni che prevedono la prigione per i blogger più ribelli risultano anche Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia e Grecia. In media i tempi di detenzione per i reati da blogging sono sui 15 mesi, ma il record assoluto è di ben otto anni. [...] il Committee to Protect Bloggers (e già il fatto che esista un comitato per la protezione dei blogger è sintomatico) dà notizia di 344 animatori di diari online detenuti nelle prigioni del Burma

La fonte:

Questo in sintesi ciò che sostiene il report World Information Access (WIA) dell’Università di Washington che censisce le repressioni per crimini relativi all’uso dei blog a partire da cinque anni fa.

L’articolo conclude con una previsione che mi sembra già di viverla:

E se parlarne è utile e doveroso, purtroppo esiste anche un effetto boomerang: più i dittatori del terzo millennio si accorgeranno di quanto sia importante questo strumento più cercheranno di imbavagliarli.

Ma in fin dei conti, alla luce di quello che sta succedendo in Parlamento e delle “brillanti” idee di Berlusconi, che sta cercando di imbavagliare indagini e informazione, che ha la presunzione di decidere quali sono i reati più gravi e che si può ingnorarne alcuni (guarda caso quelli per cui è accusato), l’articolo è veramente fuori tema?

ps. Ne sarei grato se qualcuno in futuro mi portasse le arance alle Vallette! ;-)

Fonte: il Corriere – Link diretto

Sapevatelo!®

/Walter





Prove tecniche di dittatura

8 06 2008

“Divieto di ordinare ed eseguire intercettazioni, anche nell’ambito di indagini giudiziarie (ad eccezione di mafia, camorra e terrorismo)”

Questa in sostanza l’idea del premier sulle intercettazioni. E ancora:

Chi trasgredirà alle nuove norme, spiega ancora il presidente del Consiglio, sarà punito con durezza: “Saranno previsti cinque anni di carcere per chi le eseguirà e chi le propagherà “, dichiara. Aggiungendo che sarà prevista anche “una forte penalizzazione economica per gli editori che le pubblicano”.

Ma chi le indagini le fa che cosa risponde?

Per Edmondo Bruti Liberati, procuratore aggiunto a Milano e presidente di Magistratura democratica, escludere le intercettazioni significa fare a meno di uno strumento “essenziale” per reati come la corruzione, la concussione, l’insider trading. Anche l’ex procuratore di Torino Marcello Maddalena sottolinea che le intercettazioni sono “uno strumento fondamentale per tutta una serie di reati”. E restringendone il campo, “si diminuiscono le possibilità di scoprire gli attori di questi reati”. Mentre Antonino Ingroia, pm a Palermo avverte: “il nodo delle intercettazioni è fondamentale :il futuro di indagini sulla criminalità dei potenti dipende dalla tenuta degli strumenti investigativi”.

Corruzione, concussione….vi ricorda qualcuno?

A voi il giudizio

Fonte: La Repubblica – Link Diretto

Sapevatelo!®

/Giuseppe