Sul Corriere di oggi, Rizzo e Stella pubblicano un interessante articolo riguardante i tagli alla spesa del Senato.
Tagli previsti grazie alla riduzione dei gruppi parlamentari, ma che non sono stati fatti. Anzi.
In realtà, la spesa è aumentata:
“Nonostante il numero dei gruppi si sia dimezzato, passando da 11 a sei, e quest’anno ce ne siano stati quindi cinque in meno per otto mesi (la nuova legislatura è iniziata il 23 aprile), spenderemo addirittura 750 mila euro in più. Il conto salirà dai 39 milioni 350 mila euro del 2007 a 40 milioni 100 mila euro: è scritto nero su bianco a pagina 65 del bilancio. L’aumento è dell’ 1,91%, superiore anche a quell’inflazione programmata che doveva rappresentare il limite invalicabile delle spese. Chiamiamola col suo nome: un’autentica beffa.”
I numeri sono da capogiro e li lascio leggere a voi, ma tra le tante spese, questa ha attirato la mia attenzione:
“Quest’anno, poi, c’è anche la ciliegina sulla torta dei nuovi vitalizi a 57 parlamentari non rieletti e dei 7 milioni 251 mila euro per pagare gli «assegni di solidarietà» (si chiamano proprio così) ai senatori che hanno perso il posto.“
Quindi, oltre a pagare quelli eletti, verranno pagati pure quelli che sono rimasti a casa… un po’ come se un’azienda pagasse “per solidarietà” le persone che licenzia per scarso rendimento… giudicate un po’ voi!
Fonte: Il Corriere – Link diretto
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/Stefano


