Cinque buone ragioni…

12 06 2008

In un intervista della scorsa settimana a La Repubblica, Jeremy Rifkin elenca 5 buone ragioni per cui entrare con vigore in una politica energetica basata sul nucleare adesso non è una buona scelta.

“Una fatica inutile. Perché se anche rimpiazzassimo nei prossimi anni tutte le centrali nucleari esistenti nel mondo, il risparmio di emissioni sarebbe comunque un’inezia. Un quarto di quel che serve per cominciare a rimettere le briglie a un clima impazzito. Jeremy Rifkin non ha dubbi: quella atomica è una strada sbagliata, di retroguardia. Come curare malattie nuovissime con la penicillina. E non c’è neppure bisogno dei campanelli di allarme tipo Krsko per capirlo.”

Si, ma… quali sono i 5 punti? beh… leggetevi l’intervista :-)

Fonte: La Repubblica – Link diretto

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/Stefano





Finchè la cacca và…

28 05 2008

“Quando al mattino sei al bagno e vedi qualcosa di buono uscirne, è facile essere presi dall’idea- è come un’utopia”

L’idea di cui parla Andreas Kask, business consultant di Goteborg, è quella di utilizzare i liquami per produrre bio-carburante. In realtà qui a Goteborg è più di un’idea: la città è dotata di dispositivi in grado di trasformare il nostro prodotto mattutino in energia per muovere auto e bus.

C’è da dire che siamo ancora in uno stato di sperimentazione, e diverse difficoltà sono state riscontrate (ancora poche le stazioni di rifornimento, autonomia limitata dei veicoli a biogas), ma qui in Svezia sono ottimisti.Ola Fredriksson, ingegniere alla Gryaab, la società che gestisce il trattamento dei liquami a Goteborg, afferma che

“Il liquame prodotto in media da una persona in un anno genera biogas sufficiente a muovere un’auto per 120 km”

Quindi, domani mattina, quando siete in bagno riflettete su quanta energia state producendo e sprecando!

Fonte: Internationa Herald Tribune – Link Diretto

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/Giuseppe





Che gran giramento di pale!

27 05 2008

Niente refuso, non vi preoccupate…

Qui in Svezia le pale gireranno eccome! Il governo, infatti, “sta per avviare un gigantesco impianto eolico offshore che fornirà ogni anno tre terawattora.

Niente da fare… l’ossessione per il nucleare pare essere affare di casa nostra… Pur dipendendo da 3 centrali che producono il 48% dell’energia totale, la Svezia pare puntar molto sulle energie rinnovabili, come affermato dal ministro per l’ambiente svedese:

“Il nucleare continuerà a giocare un ruolo rilevante nella politica energetica europea. Ma saranno le fonti rinnovabili, con il loro enorme potenziale inespresso, a permetterci di realizzare l’obiettivo di un’economia non più basata sui combustibili fossili”

Giusto per toccare anche un altro dei nostri “temi caldi”, ecco un secondo passaggio dallo stesso articolo:

“In Svezia non esistono multe e sanzioni per chi non fa la raccolta differenziata, semplicemente perché qui sono gli stessi cittadini a protestare a gran voce quando le amministrazioni locali non si dimostrano in grado di gestirla.”

Fonte: Il Sole 24 Ore – Link diretto

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/Stefano





Soffia, soffia…

25 05 2008

“Il 2007 è stato l’anno del sorpasso: a livello globale, dal punto di vista dei nuovi impianti, l’eolico ha battuto il nucleare. L’anno scorso sono stati installati 20 mila megawatt di eolico contro 1,9 mila megawatt di energia prodotta dall’atomo. E’ un trend consolidato da anni e destinato, secondo le previsioni, a diventare ancora più netto nei prossimo quinquennio. Ma non basta. Per la prima volta l’eolico ha vinto la gara anche dal punto di vista dell’energia effettivamente prodotta. I due dati non coincidono perché le pale eoliche funzionano durante l’anno per un numero di ore inferiore a quello di impianto nucleare e dunque, a parità di potenza, producono meno elettricità.

“La novità è che, anche tenendo conto di questo differenziale di uso, nel 2007 l’eolico ha prodotto più elettricità del nucleare”, spiega Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club. “E gli impianti eolici che verranno costruiti nel periodo 2008 – 2012, quello che chiude la prima fase degli accordi del protocollo di Kyoto, produrranno una quantità di elettricità pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare. Se poi nel conto mettiamo anche il solare fotovoltaico e termico possiamo dire che, tra il 2008 e il 2012, il contributo di queste fonti rinnovabili alla diminuzione delle emissioni serra sarà almeno 4 volte superiore al contributo netto prodotto dalle centrali nucleari costruite nello stesso periodo”.

La tendenza è consolidata anche dal risveglio del gigante americano. Il 30 per cento di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Usa viene dal vento e il dipartimento federale dell’energia prevede che entro il 2030 l’eolico raggiunga negli States una quota pari al 20 per cento dell’elettricità creando un’industria che, con l’indotto, darà lavoro a mezzo milione di persone. E’ un dato in linea con l’andamento di paesi europei come la Danimarca (21 per cento di elettricità dall’eolico), la Spagna (12 per cento), il Portogallo (9 per cento), la Germania (7 per cento).

Nonostante le scelte dell’amministrazione Bush, che ha incentivato con fondi pubblici la costruzione di impianti nucleari, negli Stati Uniti l’energia dall’atomo resta invece ferma, sia pure a un considerevole livello, da trent’anni: l’ultimo ordine per una nuova centrale risale al 1978. Nell’aprile scorso sono stati annunciati impegni per 38 nuovi reattori nucleari, ma è molto probabile che il numero scenda drasticamente, come già è avvenuto in passato, nel momento in cui si passa alla fase dei conti operativi: le incertezze legate ai costi dello smaltimento delle scorie, ai tempi di realizzazione e allo smantellamento delle centrali a fine vita hanno rallentato la corsa dell’atomo.

In attesa della quarta generazione di reattori nucleari, che però deve ancora superare scogli teorici non trascurabili e non sarà pronta prima del 2030, le stime ufficiali prevedono una diminuzione del peso del nucleare nel mondo. La Iea (International Energy Agency) calcola che nel 2030 la quota di elettricità proveniente dall’atomo si ridurrà dall’attuale 16 per cento (è il 6 per cento dal punto di vista dell’energia totale) al 9-12 per cento.”

Fonte: La Repubblica – Link diretto

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/Stefano