
“Divieto di ordinare ed eseguire intercettazioni, anche nell’ambito di indagini giudiziarie (ad eccezione di mafia, camorra e terrorismo)”
Questa in sostanza l’idea del premier sulle intercettazioni. E ancora:
Chi trasgredirà alle nuove norme, spiega ancora il presidente del Consiglio, sarà punito con durezza: “Saranno previsti cinque anni di carcere per chi le eseguirà e chi le propagherà “, dichiara. Aggiungendo che sarà prevista anche “una forte penalizzazione economica per gli editori che le pubblicano”.
Ma chi le indagini le fa che cosa risponde?
Per Edmondo Bruti Liberati, procuratore aggiunto a Milano e presidente di Magistratura democratica, escludere le intercettazioni significa fare a meno di uno strumento “essenziale” per reati come la corruzione, la concussione, l’insider trading. Anche l’ex procuratore di Torino Marcello Maddalena sottolinea che le intercettazioni sono “uno strumento fondamentale per tutta una serie di reati”. E restringendone il campo, “si diminuiscono le possibilità di scoprire gli attori di questi reati”. Mentre Antonino Ingroia, pm a Palermo avverte: “il nodo delle intercettazioni è fondamentale :il futuro di indagini sulla criminalità dei potenti dipende dalla tenuta degli strumenti investigativi”.
Corruzione, concussione….vi ricorda qualcuno?
A voi il giudizio
Fonte: La Repubblica – Link Diretto
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/Giuseppe